Milano Fashion Week Diary: Seconda Giornata, le sfilate di Fendi, Max Mara, Moschino

La seconda giornata milanese della Fashion Week italiana ha visto succedersi tante importanti sfilate: Fendi, Max Mara, Moschino, Luisa Beccaria e tanti altri.

La seconda giornata della Milano Fashion Week è stata costellata da appuntamenti con l’alta moda. Il giovedì è iniziato col botto, con il fashion show di Max Mara previsto alle 9.30. Il brand milanese ha scelto l’organza come tessuto must della prossima collezione Primavera/Estate 2018. La donna di Max Mara è decisa e allo stesso tempo impalpabile, volteggia tra trench, giacche svolazzanti e outfit bon-ton ma sfoggia caschetti squadrati, rossetti appariscenti e accessori utili. Max Mara, che ha sfilato nel cortile del Palazzo del Senato, ha messo in prima linea colori soft, in tinta con i fiorellini primaverili: bianco panna, malva, verde chiaro, sabbia. A sfilare abbiamo visto Bella Hadid, con capelli corti e scuri, ma anche l’italianissima Vittoria Ceretti.

A metà mattina c’è stato un altro appuntamento, con la romantica collezione di Luisa Beccaria, che ha sfilato mettendo in scena un giardino fiabesco nella Villa Reale. La stilista ha scelto colori come il crema, i rosa e i blu delicati e i motivi di fiori. Con organza, tulle e sangallo, non senza dimenticare i ricami, i pizzi e i volant, è andata in scena una celebrazione sobria e senza tempo della stagione primaverile.

È seguito Fendi, uno dei fashion show più attesi. Fendi ha proposto una collezione sorprendente, esotica e colorata. Al contrario di Luisa Beccaria, Fendi non ha giocato sulla continuità ma sulle rotture: lo stile del fashion show è consistito in una fusione tra modernismo brasiliano ed europeismo estetizzante. Le linee si spezzano, i tacchi sono abbinati ai calzini, i colori scoprono nuovi abbinamenti, gli accessori si trasformano e modernizzano e ovunque appare il logo monogrammato, la doppia F della maison. Fendi ha rotto le regole in tanti modi: con il colore, con le forme, ma anche abbinando righe e tartan, alla ricerca dell’inedito sublime.

Prada invece ha scelto il fumetto per il suo fashion show, uno sfondo surreale e colorato che ha portato il mondo delle vignette anche sui capi: cappe fumettate, borse con volti e frasi uniti a fantasie animalier e optical. Il senso della rappresentazione è un omaggio alle donne forti e combattive: la maison ha coinvolto diverse fumettiste donne nella realizzazione del proprio mondo fashion.

Poi è stata la volta di Moschino, una delle sfilate più attese dell’intera Fashion Week. Moschino si è impossessato della metafora e l’ha letteralizzata: ha fatto sbocciare, fisicamente, le sue modelle insieme ai fiori di marzo e aprile. I richiami e le istanze della sfilata sono davvero troppi per arrivare a un’uniformità stilistica (non sarebbe Moschino!), ma possiamo riassumere la sua passerella in echi rockeggianti anni ’80 uniti a colori sgargianti, temi classici (Il lago dei Cigni con giubbotto in pelle e calze a rete) e poi veri e propri fiori che proliferano nei giubbotti-corolla delle modelle, per accompagnare fisicamente la primavera.

MFW

Moschino – Prada – Fendi

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