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Gucci nel mirino di Report: sfruttamento e manodopera cinese. E il Made in Italy?

Dopo l’inchiesta sui piumini Moncler che alcuni mesi fa fece parlare per giorni e giorni, scatenando una raffica di polemiche sui social network e non solo (leggi la notizia su Velvet Style), Report torna ad occuparsi di moda, ma questa volta a finire nel mirino del programma giornalistico condotto da Milena Gabanelli è Gucci. La casa di moda toscana – ormai da anni gestita dal gruppo francese Kering – ieri sera su Rai 3 è stata la protagonista di un’inchiesta intitolata “Va di lusso“.

Sabrina Giannini, stessa giornalista ad aver svolto coraggiosamente la parentesi su Moncler, questa volta ha affrontato il problema dell’estinzione dell’artigianato, del Made in Italy. Il gruppo Kering con a capo François-Henri Pinault sostiene e garantisce da oltre dieci anni che la maison Gucci sia il meglio del meglio dell’artigianato italiano e che alle spalle del marchio ci sia una filiera etica e controllata con tanto di certificazione SA8000 sulla responsabilità sociale. Eppure secondo Report le cose non starebbero esattamente così.

Report, con l’inchiesta della Giannini infatti, ha raccontato di essere entrato nel sistema aziendale, di averlo controllato per mesi con l’inevitabile generazione di numerosi dubbi sulla corretta applicazione della SA8000 che dovrebbe coinvolgere tutti, dai direttori all’ultimo maestro pellettiere artigiano fiorentino. Da quanto emerso da alcune interviste a campione ai dipendenti di Gucci, invece, ci sarebbe una grande diffusione della manodopera cinese da parte di vari laboratori italiani, con cinesi che lavorano circa 14 ore e oltre delle quali solo la metà (o anche meno) vengono regolarmente segnate. Ci sono 150 ore di evasione contributiva, previdenziale e ore di lavoro in nero. Dov’è dunque il rispetto della SA8000? E il Made in Italy?

Accusa forti che, proprio come nel caso di Moncler, hanno generato immediatamente una raffica di tweet sotto l’hashtag #reportrai3. I commenti più duri, però, sono stati quelli di Enrico Rossi, il presidente della Regione Toscana, che ha accusato Report e nel dettaglio Sabrina Giannini dicendo “Non sanno di cosa parlano; Gucci è un’azienda seria“. E ancora: “Facile con un servizio parziale mandare all’aria il lavoro di anni. Questo non è giornalismo ma pirateria!“.

Non l’inchiesta migliore che Gucci potesse augurarsi prima del Natale, dunque, soprattutto in seguito al terremoto che in questi ultimi giorni già sta interessando l’azienda per il licenziamento di Frida Giannini (direttore creativo) e di Patrizio di Marco (ceo aziendale).

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Redazione

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