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Dove vai se la PlayRoom non ce l’hai? Ecco l’ultimo “giocattolo” dei vip

Negli Stati Uniti ce l’hanno ormai celebrità, gente comune, appassionati di videogiochi e di sport: la PlayRoom è una piccola stanza, bastano poco più di sei metri quadri, dove con un sistema di telecamere si “simulano” sport tra cui calcio e golf proprio come se fossero veri. Sembra si stare sul green, in realtà si è comodamente a casa propria.

Un regalo perfetto per il propri compagno, che sia sportivo, cinefilo o appassionato di videogiochi? La PlayRoom, una stanza che in pratica è un gigantesco “simulatore” dove giocare a calcio, a tennis, a golf, a baseball. Bastano sei metri quadrati, perché è necessaria una parete di almeno tre metri e una distanza da questa di almeno due. In questo modo il giocatore è immerso totalmente nel videogioco, anzi, è dentro il videogioco, da cui riceve gli stessi stimoli che avrebbe se si trovasse, per esempio, su un campo di calcio.

“Tutto questo è possibile grazie a un software e delle telecamere che riprendono i movimenti del giocatore”, spiega Claudio Contigliani, project manager di NextDomus, una delle aziende di domotica più attive sul territorio per quanto riguarda la PlayRoom, “In pratica è come essere all’interno di una gigantesca Wii, dove si gioca realmente al proprio sport preferito. E’ talmente simile alla realtà che negli Stati Uniti i nostri maggiori clienti sono Ceo, capitani d’azienda che giocano abitualmente a golf e quando sono sul green vogliono necessariamente fare bella figura con i loro “pari grado”. Per questo si allenano fino allo sfinimento nella loro PlayRoom, così quando arrivano sul campo sono già abbastanza bravi. Così fanno vedere agli altri che sono capaci, all’altezza di competere con gli altri Ceo. Certo, la PlayRoom è talmente coinvolgente che subito dopo i padri se ne impossessano i figli: perché qui non potranno solo giocare ai videogiochi ma anche vedere film come fossero al cinema”.

Ecco che allora la PlayRoom si trasforma in un ambiente di aggregazione familiare, dove stare tutti insieme piacevolmente, non solo tra familiari ma anche tra compagni di classe, tra amiche, tra amici, tra tifosi che vedono tutti insieme la partita della squadra del cuore.

Ma è difficile trasformare, per esempio, uno studiolo in una play room? No, anche se sarebbe meglio pensarci in sede di progettazione della casa. Per questo, e per altri mille motivi di ordine economico e logistico, stanno andando fortissimo le cosiddette “Aziende virtuali”, ovvero un gruppo di imprese in cui ognuna si occupa del suo settore per un risultato che, a fronte di una qualità altissima, sia il più rapido possibile. Tra le più gettonate la Turnkey Project, una delle vere novità presentate dall’ultimissima Casa Idea, mostra dell’arredo e del Design a Fiera Roma.

E’ composta da cinque aziende, ognuna specializzata nel fare una parte del lavoro necessario per portare il progetto di una struttura abitativa dalla carta fino alla realizzazione completa: sono D G Engineering, progettazione statica e architettonica e realizzazione di interni, Villa D’Este Italia, che si occupa di arredi e finiture interne. Poi NextDomus a cui è affidata la domotica, quindi anche l’allestimento della play room, infine l’Illuminotecnica Contardi per “scaldare” con la luce gli ambienti e la Arcahorn per rifinire il tutto con oggetti di gran gusto.

L’ultimo vantaggio della Playroom? Sfidare la squadra avversaria a una accanita partita di calcio…nche se fuori piove.

Photo Credits: NextDomus Press Office

Stefania Fiorucci

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Stefania Fiorucci

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