Burberry ha deciso che non brucerà più i capi invenduti: ecco perché

Burberry, dopo le polemiche nate a seguito delle dichiarazioni riguardo la scelta intrapresa dalla maison di bruciare tutta la merce non venduta, ha deciso di rivoluzionare la sua strategia. Da adesso il brand non incenerirà più i capi invenduti bensì li devolverà in beneficenza.

Solo qualche mese fa una notizia nel mondo della moda aveva scioccato tutti gli utenti del web: Burberry infatti, secondo quanto riportato dal Times, per tutelare la “proprietà intellettuale” dei suoi prodotti ed evitare la vendita contraffatta, aveva preso la decisione di bruciare (letteralmente) 31 milioni di euro di prodotti di lusso. Tutti i capi di abbigliamento e gli accessori non venduti e rimasti in magazzino della collezione precedente infatti venivano dati alle fiamme.

Il brand però aveva spiegato che preferiva incenerire tutti gli avanzi invece di rischiare che venissero contraffatti, tanto che i vertici dell’azienda avevano giustificato l’azione dichiarando che: “Abbiamo cura dei nostri processi di smaltimento prodotti, per ridurre al minimo le eccedenze di ciò che produciamo”. Solo negli ultimi cinque anni, infatti Burberry avrebbe a più riprese fatto ricorso a questa tecnica di smaltimento, bruciando capi per un valore complessivo di 90 milioni di sterline, che corrispondono a circa 100 milioni di euro.

Adesso però, secondo quanto riportato dal marchio stesso, Burberry avrebbe deciso di cambiare la sua politica a riguardo: i prodotti invenduti non saranno più bruciati. Una svolta che gli ambientalisti, dopo le numerose proteste, hanno sicuramente apprezzato. Così da adesso tutto ciò che il brand non riuscirà a vendere sarà riciclato, donato in beneficenza, riutilizzato o verrà tutto regalato. 

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