Fashion Oscar: tanti gli stilisti italiani ma poche star

La moda degli Oscar, ovvero Oscar Fashion, quest’anno ha visto tendenze interessanti: innanzitutto il colore, poi i volumi e i tessuti metallici. Tanti gli stilisti italiani scelti dalle “divine” per brillare nella notte più magica dell’anno per il mondo del cinema. Poche però le star “di calibro”, quei personaggi che generalmente catalizzano l’attenzione del mondo.

Se non fosse stato per Lady Gaga, Jennifer Lopez, Julia Roberts e Amy Adams, quest’anno agli Oscar, per quanto riguarda le divine, non si sarebbe potuto parlare di “celebrità di fama internazionale”. Perchè i grandi nomi, quelli capaci di riscuotere lo stesso entusiasmo in ogni parte nel mondo, erano assenti.

Dov’era Nicole Kidman? Oppure Angelina Jolie? O la sua rivale Jennifer Aniston? E Anne Hataway? Emily Blunt? Jennifer Lawrence? Nulla di nulla. Anche la moda ne ha risentito: le grandi griffe di casa nostra hanno affidato le loro creazioni a personaggi che in Italia conoscono in pochi, solo i veri patiti del cinema.

Un romanticissimo Giambattista Valli è stato magnificamente indossato da Kacey Musgraves, che purtroppo è nota a pochi intimi. Stesso discorso per Gemma Chan, pur bellissima in Valentino. Olivia Colman ha scelto un outfit Prada che le ha portato fortuna, visto che ha vinto la statuetta come Miglior Attrice Protagonista: ora sicuramente anche da noi il suo nome sarà ricordato, e il suo abito pure.

Armani Privè ha affidato i suoi capolavori a Serena Williams, non certo facile da accontentare, e Leslie Bibb. La “presentatrice” Amy Poehler ha optato per Alberta Ferretti. Linda Cardellino ha diviso la critica con il suo esplosivo Schiaparelli. Anche Versace Atelier era presente sul red carpet degli Oscar con l’abito giallo di Constance Wu, Miu Miu invece con la creazione a frange per Amandla Stenberg.

In passerella nessuna socialite: niente Kardashian, Jenner, Hilton e persino Ferragni: cosa è successo al fashion system? Non sarà che erano tutti in settimana bianca?

 

Photo credits: Velvet Mag

 

 

 

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