Sandali Birkenstock: da scarpe ortopediche ad accessorio di tendenza

Birkenstock è un produttore di scarpe storico nato sul finire del 1700 con sede in Germania e più precisamente a Neustadt il cui fondatore fu Joan Adam Birkenstock. Attualmente l’azienda vende questi particolari sandali fatti in gomma e sughero e si adattano ai piedi che li indossano. Forse non tutti sanno che nascono come scarpe ortopediche ma ad oggi sono diventate una vera scelta di stile e un accessorio must have. L’opinione in merito a questo sandalo è nettamente divisa: o lo si odia o lo si ama. Proprio perché non è nato per il campo della moda all’azienda che lo produce poco importa se è bello o brutto per l’opinione pubblica. Fatto sta che inaspettatamente il suo utilizzo ortopedico si è trasformato in una vera e propria chicca di stile. Si può dire che questa è la storia di un sandalo “orgogliosamente brutto” come sostiene al riguardo la giornalista Mia Ceran.

Sandali Birkenstock: dal settore ortopedico al campo della moda

Solitamente si usa fare dell’ironia sui turisti tedeschi e sui backpackers che sfoggiano questo tipo di sandalo con il calzino bianco. Ma adesso, anche se sembra incredibile, sono diventati una vera e propria calzatura di moda e Vogue li ha addirittura eletti sandali dell’anno 2020. Il concept iniziale della scarpa in questione era quello di prendere in considerazione solo la comodità e la salute dei piedi. Ma chi lanciò questa moda per prima? Pare proprio che fu una stilista tedesca che negli anni ’60 si trasferì in California e portò con sé un paio di sandali Birkenstock. Collaborò con la Birkenstock per la distribuzione della calzatura e in poco tempo esaurirono le scorte. 

Questi sandali incontrarono il gusto di una vasta parte della popolazione e negli anni a venire fino ad oggi sono diventate un vero e proprio simbolo di controcultura, degli alternativi e anche nella comunità LGBT. Tutto questo fino a che non li abbiamo visti anche in passerella per grandi marchi divenendo un vero e proprio accessorio di tendenza.

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