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La borsa di cui tutti parlano è di Gucci

La borsa a forma di cuore presentata in passerella con la collezione Aria

Non potrete farne a meno una volta ammirata in tutto il suo splendore. La nuova borsa portata in passerella (digitale) da Gucci ha già catturato l’attenzione di tutti ed è destinata a diventare must have della Primavera/Estate 2021. 

La borsa a forma di cuore rientra nella collezione Aria che Gucci ha portato in passerella tramite un cortometraggio, realizzato per celebrare i 100 anni della maison.

Gucci festeggia 100 anni con la collezione Aria: la poetica borsa a forma di cuore

La borsa in questione, piccola e lucente, è stata realizzata in tantissimi colori e si può sia portare a mano che a tracolla. La trovate ricoperta di cristalli, in tonalità pastello o ricoperta di vernice. La forma scelta ha sicuramente moltissimi messaggi più o meno nascosti, dal look profetico che ricorda il passare di anno in anno della maison in passerella.

 

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La borsa in questione in realtà rientra sotto la definizione di minaudière, la cui origine risale agli anni ’30. Questi accessori inizialmente erano intesi come pezzi d’arte: la prima ad utilizzarla come borsa fu la scrittrice Florence Gould. E, sulla passerella di Gucci, prende la forma del cuore. “Sono passati cento anni. Cento rivoluzioni della Terra che mettono in discussione il flusso del tempo. Cento giri intorno al Sole per tornare a quella primavera, dove tutto stava per germogliare e rifrangere. Un momento importante da celebrare”, ha raccontato il direttore creativo Alessandro Michele.

La collezione Aria portata in passerella da Gucci vuole rendere onore ai 100 anni della maison e di fatto non mancano i riferimenti d’archivio, passando dai morsetti ai frustini per poi arrivare ai colori e alle stampe (c’è anche la stampa Flora creata da Vittorio Accornero negli anni ’70). Il direttore creativo conclude: “Celebro quindi l’aria come principio sacro di compenetrazione, fusione e connessione: un principio di esistenza infuso con l’incanto chimico delle foglie. A queste creature, la mia lode. Al loro essere fragili e vulnerabili. Alla loro capacità di rinnovarsi e tornare a vivere dopo che l’inverno è passato”.

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