Le date per l’accensione del riscaldamento centralizzato che variano a seconda della zona in cui si vive: il calendario completo.
Nonostante ci accingiamo a vivere un ottobre piuttosto atipico dal punto di vista climatico in cui avremo temperature molto al di sopra della media stagionale, presto si potranno accendere i riscaldamenti centralizzati.
La legge stabilisce un vero e proprio calendario in cui le date d’accensione sono diverse a seconda delle zone del Paese. La logica, infatti, è che nelle regioni più fredde l’accensione sia consentita prima rispetto ai luoghi più caldi.
A regolamentare le date d’accensione dei riscaldamenti centralizzati secondo le varie zone d’Italia è il DPR n.412/1993 della Legge n.10/1991. E’ stato così stabilito un vero e proprio regolamento che indica le date in cui è consentito accendere la caldaia centralizzata e quante ore i termosifoni potranno restare accesi.
Questa data cambia a seconda della zona geografica, il Paese è diviso in diverse fasce stabilite in basi ai Gradi del Giorno, unità di misura che indica il fabbisogno termico di un luogo. Secondo questo principio l’Italia è suddivisa in 6 fasce.
Abbiamo la zona A in cui si trovano Porto Empedocle, Linosa e Lampedusa. La zona B dove ci sono le province siciliane di Agrigento, Catania, Messina, Palermo, Siracusa e Trapani, e quelle calabresi di Crotone e Reggio Calabria.
Poi c’è la zona C in cui troviamo le province pugliesi di Bari, Brindisi, Lecce, Taranto, quelle campane di Benevento, Salerno, Napoli, Caserta, alcune calabresi come quelle di Catanzaro, Cosenza, quelle sarde di Sassari, Oristano, Cagliari e poi le province di Imperia, Latina e Ragusa.
Nella zona D troviamo le province di Ancona, Ascoli Piceno, Macerata, Pesaro, Massa Carrara, Livorno, Grosseto, Lucca, Firenze, Pistoia, Pisa, Prato, Siena, Teramo, Pescara, Chieti, Genova, La Spezia, Savona, Roma, Viterbo, Avellino, Caltanissetta, Foggia, Forlì, Isernia, Matera, Nuoro, Terni e Vibo Valentia
La zona E è la più corposa e qui troviamo le province di Alessandria, Aosta, Asti, Biella, Novara, Torino, Verbania, Vercelli, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Lodi, Lecco, Milano, Varese, Sondrio, Pavia, Bologna, Ferrara, Piacenza, Modena, Parma, Ravenna, Rimini, Reggio Emilia, Gorizia, Pordenone, Trieste, Udine, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, Padova, Rovigo, Rieti, Frosinone, Bolzano, Campobasso, Enna, L’Aquila, Perugia, Potenza, Arezzo.
Infine c’è la zona F in cui troviamo le province di Cuneo, Belluno e Trento, che sono chiamate anche comunità montane o zone alpine. Sulla base di questa suddivisione vediamo che l’ultima fascia – la F – non ha limitazioni di orario e periodo, dunque, il riscaldamento centralizzato si può accendere sempre.
La zona E, invece, prevede l’accensione il 22 ottobre e lo spegnimento il 7 aprile, la durata concessa è di 13 ore. Per la zona D la data d’inizio è l’8 novembre e lo spegnimento il 7 aprile, le ore consentite sono 11.
Per la zona C la data d’accensione è il 22 novembre e quella di spegnimento il 23 marzo, le ore concesse sono 9 al giorno. La zona B ha l’accensione del riscaldamento centralizzato dall’8 dicembre al 23 marzo per 7 ore al giorno. Nella zona A invece la data d’accensione è prevista per l’8 dicembre e di spegnimento il 7 marzo per 5 ore al giorno.
Queste date e queste limitazioni possono essere modificate dal Governo a seconda delle necessità.
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