Può esserci una relazione tra i farmaci che assumiamo e i risultati sui nostri capelli, alcuni ne possono provocare la caduta
Quando si indaga il legame tra farmaci e salute dei capelli, emergono due aspetti principali: da un lato, i trattamenti mirati a prevenire o ridurre la perdita dei capelli; dall’altro, alcuni medicinali che possono invece favorire tale problematica. Questo articolo esplora entrambe le facce della medaglia.
La scienza offre diverse soluzioni per chi combatte contro la perdita dei capelli. La scelta del trattamento più adatto varia in base al tipo di alopecia diagnosticata e alla sua gravità, decisione che spetta al dermatologo in accordo con il paziente.
Il minoxidil è uno dei farmaci più noti per il trattamento dell’alopecia androgenetica, sia maschile che femminile. Applicato localmente, può essere trovato in soluzioni o schiume cutanee con concentrazioni del 2% o del 5%. Nonostante l’esatta modalità d’azione non sia completamente chiarita, si ritiene che stimoli la fase di crescita (anagen) dei capelli. Tra gli effetti collaterali più comuni vi sono irritazioni cutanee e prurito.
La finasteride agisce invece a livello sistemico, bloccando l’enzima responsabile della conversione del testosterone in diidrotestosterone (DHT), un fattore chiave nella miniaturizzazione follicolare. È importante sottolineare che questo farmaco deve essere prescritto da un medico e assunto seguendo scrupolosamente le sue indicazioni. Effetti indesiderati come diminuzione della libido o problemi di erezione sono possibili ma non frequenti.
Per casi specifici come l’alopecia areata, possono essere prescritti corticosteroidi locali o iniettabili direttamente nel cuoio capelluto. Questa opzione è generalmente riservata a situazioni più severe ed eseguita sotto stretto controllo medico.
Recentemente è stato autorizzato anche l’utilizzo del baricitinib per forme gravi di alopecia areata. Appartenente alla classe degli immunosoppressori, questo farmaco richiede una valutazione accurata da parte dello specialista prima dell’avvio della terapia.
Alcuni trattamenti possono avere come effetto collaterale indesiderato la perdita temporanea o permanente dei capelli. Tra questi troviamo:
– Isotretinoina per l’acne;
– Anticoagulanti come warfarin ed eparina;
– Farmaci ipolipemizzanti;
– Anticonvulsivanti;
– Alcuni antidepressivi;
– Beta-bloccanti utilizzati per l’ipertensione;
– Ormonoterapia;
Questo fenomeno può variare notevolmente da individuo a individuo a seconda della sensibilità personale al principio attivo impiegato. I meccanismi attraverso i quali questi farmaci influenzano il ciclo vitale del capello sono diversificati ma conducono tutti alla possibile interruzione della crescita normale e alla conseguente perdita di densità pilifera.
È naturale perdere quotidianamente tra i 40 ai 120 capelli; tuttavia, una caduta significativamente maggiore può richiedere attenzione medica specializzata. È cruciale informare il proprio medico curante riguardo qualsiasi terapia farmacologica in corso per valutare adeguatamente ogni potenziale impatto sulla salute dei propri capelli.
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